Giulio Somalvico
"La pittura non è descrizione, ma una superficie vibrante dove la forma emerge dal profondo della materia stessa."
Il maestro Giulio Somalvico nel suo studio con un opera materica
Dalla concretezza del Realismo all'assolutezza dell'Informale
Nato nel 1932, Giulio Somalvico sviluppa la propria ricerca artistica nel contesto delle profonde trasformazioni culturali e linguistiche che attraversano l’arte italiana del secondo Novecento.
La sua formazione, maturata negli anni Cinquanta, si colloca in una stagione caratterizzata dal confronto tra la tradizione figurativa e le nuove istanze espressive, in un clima di rinnovamento che investe tanto il linguaggio pittorico quanto il rapporto tra l’opera e l’esperienza individuale.
Nella fase iniziale del suo percorso, la pittura si orienta verso un realismo lirico ed esistenziale, nel quale la dimensione rappresentativa si intreccia con una sensibilità introspettiva.
Il segno e la composizione contribuiscono a definire una visione in cui il dato visivo non si esaurisce nella descrizione del reale, ma diviene veicolo di tensioni interiori e di una più profonda ricerca espressiva.
A partire dagli anni Settanta, la sua indagine conosce un significativo sviluppo verso una dimensione informale e materica. La superficie pittorica assume progressivamente un ruolo centrale: il colore si emancipa dalla funzione descrittiva per affermarsi come presenza autonoma, sostanza fisica e campo di energia. Spessori, incisioni, abrasioni e stratificazioni concorrono alla costruzione di un linguaggio nel quale la materia non costituisce un semplice supporto dell’immagine, ma diviene elemento strutturale e protagonista dell’opera.
La ricerca di Somalvico si articola così attorno a una tensione costante tra controllo e libertà, tra rigore del segno grafico e immediatezza del gesto pittorico. La precisione formale convive con l’irregolarità della materia e con l’intensità del colore puro, dando luogo a un equilibrio dinamico in cui l’organizzazione della superficie si confronta con l’imprevedibilità del processo creativo.
Le opere conservate in collezioni private testimoniano la continuità di un percorso caratterizzato dalla trasformazione del linguaggio e dalla ricerca di una progressiva autonomia espressiva.
Nel passaggio dalla figurazione di matrice esistenziale all’indagine informale, la pittura di Giulio Somalvico si configura come uno spazio di confronto tra forma e materia, pensiero e gesto, misura e libertà, restituendo una visione dell’arte intesa non soltanto come rappresentazione, ma come esperienza concreta e autonoma della superficie pittorica.
DI NESTAR TOSINI
Opere in Evidenza
Astratto
La Cavalcata
Tecnica Mista su Tela • 70.0 x 70.0
Astratto
Alchimia
Tecnica Mista su Tela • 100.0 x 80.0
Astratto
La mia Barca
Acrilico e sabbia su tela • 72.0 X 82.0
"La pittura informale è un atto di fede verso la materia stessa. Non si tratta di dare forma al caos, ma di lasciare che il caos parli la propria lingua attraverso il pennello, la spatola, lo stucco."— Giulio Somalvico, Note di Studio, 1982